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Il progetto di allestimento - Stanze per la Domus![]() Una serie di spazi delimitati, riconoscibili, questo è il senso dell’allestimento di questa nuova mostra Convivium, realizzata negli ambienti della Domus del Triclinio, “luogo” che è molti luoghi: Chiostri, corte segreta ed ex Cavallerizza. Entrando nella Cappella di Sant’Agostino, il visitatore avverte con nettezza di essere in uno spazio continuo e speciale, forte e duttile allo stesso tempo. Il progetto punta a qualificare spazi già esistenti e dare forma ad aree finora dotate di minore o nessuna personalità topologica, per mostrare nuovamente un luogo capace di rivestirsi volta per volta di nuove sembianze. Alla grande emergenza definita dal plastico dello scavo archeologico, che mantiene il proprio ruolo dominante come un’acropoli di una città, e alla foresta ipostila delle teche vetrate per l’occasione rideclinate con una inedita accentuazione centrale, ora si associa una maggiore definizione della zona del Mosaico dei Pugili, al centro del presbiterio, con effetto balconata che si trasforma in doppio leggio nell’affacciarsi verso il centro della ex chiesa. La discesa nell’aula è articolata da un portale aperto, con doppia sagoma romano-medievale sui fianchi, mentre ai lati della Scatola ora si trovano realizzate nuove “Stanze” in cui si espongono i letti tricliniari provenienti da Modena e da Napoli a sinistra e le “Signore di Classe” a destra. Sono queste l’enigmatica testa di Tyche e la grande statua acefala che si innalza nello spazio per dialogare con un baldacchino barocco del rivestimento parietale. All’interno della Scatola, sovrano, l’Asaroton di Aquileia. Per contenere le spinte centrifughe di questa molteplicità spaziale si è ricorsi ad un elemento fortemente unitario in grado di raccordare la varietà delle esperienze formali dei pregevolissimi oggetti in mostra e dello straordinario palinsesto costituito dalla chiesa, che può essere “lumeggiato” in innumerevoli modi, come si dimostra in questa occasione. Stanze di una casa, quartieri di una città, tutti questi spazi sono quindi collegati da una fascia perimetrale all’aula, che trasforma il problema e l’urgenza della comunicazione didascalica in elemento narrativo di decoro architettonico.
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