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La Fondazione RavennAntica e il Comune di Ravenna il 3 agosto inaugurano "Mosaici d'Oriente. Tessere sulla via di Damasco"una interessante esposizione di mosaici provenienti da scavi archeologici di edifici di culto cristiano della Siria ![]() Si tratta di mosaici policromi di grandi dimensioni del V e VI secolo d. C., con rappresentazioni di animali, alcuni dei quali mai esposti prima e restaurati per l’occasione a Ravenna, dalla Fondazione RavennAntica, nell’ambito di un’importante strategia internazionale. La mostra, allestita nella suggestiva cornice della chiesa di San Domenico, in pieno centro storico, è aperta fino al 5 novembre. L’esposizione nasce dal rapporto di collaborazione iniziato l’anno scorso dalla Fondazione RavennAntica con la Direzione Generale delle Antichità e dei Musei della Siria, in occasione della mostra “Santi Banchieri Re”, e proseguito quest’anno sotto l’egida dell’ICE (Istituto per il Commercio Estero) con una intesa finalizzata al restauro di alcuni mosaici provenienti dai depositi del museo Nazionale di Damasco e dal Museo di Ma’Arrat an Nouman, nel nord della Siria. La mostra si avvale della collaborazione e della competenza scientifica di alcuni dei più importanti conoscitori del settore, come la professoressa Raffaella Farioli Campanati, impegnata a guidare la missione archeologica dell'università di Bologna a Bosra in Siria ed esperta internazionale di mosaico, e la professoressa Giovanna Bucci, ricercatrice archeologa da tempo partecipe alle missioni in Siria e profonda conoscitrice delle testimonianze musive pavimentali del Paese. Il restauro dei mosaici è stato realizzato dalla ditta P.R.P. di Ravenna, con il coordinamento del professor Paolo Racagni, che è anche uno degli autori scientifici della mostra. L’esposizione ha due obiettivi: da una parte, offrire uno spaccato della complessa cultura figurativa tardo antica; dall’altra, presentare al visitatore una breve storia del mosaico nelle province dell’Impero d’Oriente. Nuovi scavi e scoperte hanno aperto ulteriori prospettive di ricerca nello studio del patrimonio musivo internazionale, offrendo nuovi spunti per indagini che sviluppino rapporti di influenza culturale tra Vicino Oriente e Mediterraneo in epoca tardo antica. Per la Fondazione RavennAntica, la realizzazione di questa operazione costituisce una grande esperienza formativa e progettuale che indica, attraverso una anticipazione tangibile, quelle che saranno le principali attività dei laboratori di restauro del futuro Museo Archeologico di Classe, indirizzate all’intervento e alla collaborazione in progetti di vocazione internazionale. Dunque sono duplici i motivi per visitare questa piccola, ma brillante esposizione: da un lato, ammirare i magnifici mosaici provenienti dalla Siria e la loro squisita qualità estetica; dall’altro, la mostra è un laboratorio che stimola processi di relazioni tra ricerca storica, che si confronta con l’eccellenza del restauro, e tecniche rivolte alla conservazione e innovazione nell’ambito dei beni culturali. Non a caso, nell’allestimento sarà presente un filmato reportage sulle principali fasi del restauro ed una presentazione fotografica dell’ex zuccherificio di Classe che, nella sua prospettiva di futuro Museo Archeologico, è candidato a diventare il motore principe di questi progetti. Una mostra polisemantica un po’ fuori dagli schemi, che pone al centro il mosaico nel segno della ricerca, del fascino e dell’innovazione.
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