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Convivium
Convivium

La mostra è il secondo capitolo di un percorso iniziato in San Nicolò con la Domus del Triclinio. L' arte del banchetto e il piacere della vita fra le mura domestiche nell' antica Roma è l' accattivante filo conduttore del nuovo grande evento espositivo proposto nella stessa cornice. Nel mondo classico, l' arte di vivere aveva tanti cultori e il banchetto ne costituiva uno dei momenti centrali.

Per gli antichi, era molto di più di un semplice piacere. Il banchetto era un rito ad un tempo pubblico e privato, che assumeva i caratteri della rappresentazione sacra e di quella profana, denso di significati di distinzione sociale e potere. In quanto rito e festa, lo stare a tavola e i momenti che seguivano la cena erano governati da precise regole e gli anfitrioni curavano i loro banchetti nei minimi particolari, con arredi sontuosi e assicurandosi le prestazioni dei grandi cuochi dell' epoca.
L' aristocrazia romana, dunque, in una cornice sempre più ricercata e spettacolare celebrava nelle sue Domus i fasti del convivium.

L' evento ravennate racconta tutto questo e, soprattutto, mette in mostra mosaici, arredi, suppellettili, vasellame e altri preziosi reperti giunti appositamente dai più importanti musei archeologici italiani, oltre che da Ravenna. Di straordinaria importanza è il grande pavimento musivo policromo, decorato con il particolare motivo denominato asarotos oikos cioè “pavimento non spazzato”, proveniente da Aquileia.

Destinato a decorare una sala tricliniare di particolare pregio, il suo effetto trompe l' oeil simulava lo stato del pavimento al termine del banchetto, prima che i servi lo pulissero. Particolare di rilievo, l' asaroton di Aquileia - restaurato a Ravenna – è esposto nel Convivium in anteprima nazionale dopo il ripristino.

Questo pavimento musivo – del I secolo a.C. - trova qui nuova luce accanto ad altri d' età pre-imperiale: il mosaico ravennate “dei pugili”, che ora è affiancato da un altro pavimento musivo con il motivo del labirinto, proveniente dalla medesima domus, oltre al celebre “mosaico delle maschere” di Imola.

 
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